PianetaDonna

AND THE WINNER IS… Rome!

Ho pensato di postarvi una serie d’interventi sui premi della Fest(iv)a(l) del Cinema, ora che (sigh) è finita. Prima però, volevo elaborare qualche riflessione personale su questa seconda edizione che, devo ammetterlo, mi ha soddisfatto molto. 

A livello organizzativo si è rivelata un’ottima macchina, decisamente ben più funzionante rispetto all’anno scorso. Chiedendo un po’ in giro, pare siamo tutti d’accordo sul fatto che quest’anno sia stato quanto mai agevole seguire ogni proiezione ed evento, senza grossi problemi di sorta. Qualcuno ha storto il naso solo per il sistema ticket, per cui anche gli accreditati dovevano stare in coda per ritirare il loro biglietto utile alla proiezione del giorno dopo – ma d’altronde è un metodo molto usato nei festival europei, vedi Berlino.

E poi quest’anno c’è stata la geniale trovata (e ve lo dice una che era a dir poco scettica al riguardo) della rush line finale: a chi non era riuscito a trovare il biglietto/non aveva avuto tempo o modo di prenderlo ecc, a 15 min dalla proiezione bastava mettersi in fila e prenderne uno lì per lì!

Altro elemento positivo è stata la rarità delle file (mentre a Venezia fiumi di gente aspettano anche due ore per poi, spesso, non riuscire neanche ad entrare!), senza parlare della vera luce che ha illuminato la kermesse: la qualità delle pellicole, ben distribuita fra sezione concorso (Hafez, El Pasado e And the spring comes su tutti), fuori concorso (il capolavoro di Lumet Before the Devil knows you’re dead, l’interrogativo Lions for Lamb e il meraviglioso Chacun son cinema), per non parlare dell’interessantissima sezione Extra e della lussuosa signora Premiere (con il sublime e intenso Things we lost in the Fire e il visionario Youth without Youth di Coppola, fra gli altri).

Una vera Festa, sissignori, per gli appassionati della Settima Arte che per dieci giorni hanno, come me, vissuto nel loro personale Paese dei Balocchi dove tutto ciò che è finzione, pellicola, magia diventa improvvisamente, squisitamente e indimenticabilmente reale.

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